Comunicati Stampa, Segreteria Confederale FLP-CSE

Si avvia al termine la campagna di criminalizzazione dei dipendenti pubblici da parte del Governo????

Notizie dalla Segreteria Confederale FLP-CSE

Dall’ultimo decreto legge arrivano segnali contrastanti: ripristinate le vecchie fasce di reperibilità sulla malattia e prorogate al triennio 2010-2012 le stabilizzazioni dei precari. Ma torna la norma sul licenziamento dopo 40 anni di contribuzione.

Non c’è che dire: questo governo, in tema di pubblico impiego riesce sempre a stupire, nel bene e nel male.
Non si è infatti ancora spenta l’eco delle ultime dichiarazioni del Ministro Brunetta a stampa e Tv sulle assenze nella pubblica amministrazione che arrivano le misure contenute nel decreto legge, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri e non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che sembrano costituire una parziale marcia indietro rispetto alla continua criminalizzazione dei dipendenti pubblici intrapresa dal Ministro per la P.A. nell’ultimo anno e mezzo.

Infatti, forse accortosi dell’incostituzionalità di una norma che introduceva disparità di trattamento tra pubblico e privato, il governo abroga le fasce di reperibilità in caso di malattia dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 e le riporta alle precedenti 10-12 e 17-19 e sancisce che le visite mediche fiscali devono essere pagate dalle ASL e non dalle amministrazioni richiedenti la visita fiscale; inoltre viene abrogato l’articolo 71, comma 5 della legge 133/2008, che sottraeva salario accessorio ai lavoratori che usufruissero di permessi retribuiti.

Importante cambio di rotta anche a proposito della stabilizzazione dei precari che, con il nuovo decreto legge, è consentita per tutto il triennio 2010-2012. Anche qui il governo deve essersi reso conto che non è possibile in un momento di crisi economica chiedere ottimismo a imprenditori e lavoratori dipendenti e poi mandare a casa centinaia di migliaia di precari storici della pubblica amministrazione.
Certo non tutti i segnali sono positivi perché ricompare la norma che prevede la possibilità per le pubbliche amministrazioni di mandare in pensione forzosamente i propri dipendenti al raggiungimento di 40 anni di contribuzione. In questo caso il governo ha dimostrato la propria scarsa sintonia con il parlamento che solo pochi mesi fa aveva corretto la norma contenuta nella Legge 133/2008 e previsto che il pensionamento potesse avvenire solo in caso di 40 anni di servizio effettivo.
Comunque, segnali incoraggianti seppur contrastanti arrivano dal governo.
Per capire però se la compagine governativa ha deciso di cambiare rotta definitivamente o meno bisognerà aspettare l’approvazione del famigerato decreto Brunetta che giace alle Camere in attesa dei pareri delle commissioni parlamentari e sul quale lo scorso 25 giugno FLP e CSE sono stati ricevuti in audizione dalla Commissione affari costituzionali del senato.
Solo una domanda ci resta da fare: perché quando sono state introdotte certe norme, come la reperibilità di 11 ore al giorno in caso di malattia, lo si è fatto con le “fanfare”, tuonando contro i dipendenti pubblici assenteisti e fannulloni e oggi che fa marcia indietro il Ministro Brunetta non rilascia nemmeno una misera dichiarazioncina alla stampa????

Annunci

Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: